AMARANTO: IL CIBO DEL FUTURO

17/04/2018

AMARANTO: IL CIBO DEL FUTURO


L’amaranto è originario delle zone montuose del Messico e delle Ande, era una pianta sacra per gli Inca e ,in Perù, è considerato prezioso quanto l’oro per le sue proprietà nutrizionali. Invece l’agricoltura industriale lo considera un’erbaccia infestante e non riesce ad eliminarlo neanche con i pesticidi più aggressivi: negli Stati Uniti l’amaranto è un vero giustiziere delle coltivazioni di soia OGM, accanto alle quali cresce spontaneamente, tanto da aver costretto all’abbandono di alcuni campi di soia transgenica, perché resiste al glifosate della Monsanto ed estirparlo a mano comporterebbe costi troppo elevati.

amaranto

Insieme alla quinoa, l’amaranto sarà il cibo del futuro, che potrebbe aiutare a ridurre il problema della fame nel mondo: è resistente e facile da coltivare, oltre che molto nutriente. E’ricco di amminoacidi essenziali e carboidrati, vitamina E, calcio, fosforo e potassio. E’ a metà strada tra i cerali e i legumi, perché contiene la lisina, un amminoacido di cui  quasi tutti i cereali sono carenti, presente invece nei legumi. E’ molto digeribile, leggero  e facile da metabolizzare, antiossidante, adatto a tutti e aiuta ad abbassare il colesterolo LDL (“cattivo”) e ad aumentare quello HDL (“buono”).

Per supportare l’amaranto è nato il progetto Amaranth Future Food,  finanziato dall’Unione Europea e attivo grazie a cooperative di agricoltori nate in Nicaragua, Argentina e Europa.

L’amaranto è naturalmente gluten-free, ma è necessario far attenzione a come sia stato coltivato:  proprio per quanto sopra descritto, è bene scegliere solo amaranto biologico e, in caso di intolleranze, verificare che sia privo di contaminazioni esterne di glutine.

 

VALORI NUTRIZIONALI - 100 grammi di amaranto cotto apportano al nostro organismo circa 102 calorie e:

-       2 gr di grassi

-       19 gr di carboidrati

-       4 gr di proteine

-       2 gr di fibre

-       6 mg di sodio

-       0,2 mg di vitamina E

-       0,2 mg di niacina

-       0,1 mg di vitamina B6

-       22,0 mcg di folacina (vitamina B9)

-       47 mg di calcio

-       2,1 mg di ferro

-       65 ,g di magnesio

-       148 mg di fosforo

-       135 mg di potassio

oltre a selenio, manganese, rame e zinco. Le foglie di amaranto inoltre sono ricche di vitamina A, di vitamina C e di sali minerali.  L’indice glicemico dell’amaranto è pari a 35 ( quello della pasta di semola di grano duro cotta al dente è pari a 45).

 

CONTROINDICAZIONI - L’amaranto contiene acido ossalico, quindi chi soffre di calcoli e di problemi renali dovrebbe chiedere maggiori informazioni al proprio medico. L’acido ossalico può inibire in parte l’assorbimento del calcio e dello zinco.

 

L’AMARANTO IN CUCINA - L’amaranto, come la quinoa, contiene saponine, Per evitare che durante la bollitura diventi colloso è necessario risciacquarlo molto bene in un colino prima di metterlo in pentola. Meglio se mescolato a riso o orzo o cucinato con verdure. Può essere frullato insieme a ortaggi già cotti per vellutate e di passati o come base per le pappe dei bambini  o per valorizzare minestre di verdura.

I chicchi già cotti possono essere mescolati a fiocchi di cereali o purè di patate e carote per la preparazione di crocchette e burger vegetali.

Se volete utilizzarlo in modo sfizioso, aggiungetelo crudo all’impasto della pizza prima della lievitazione (qui trovi la ricetta) o al pangrattato per la panatura, fritta o al forno: renderà tutto molto più croccante.

 

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