GRANI ANTICHI

11/01/2018

GRANI ANTICHI


Si sente spesso parlare di grani antichi, soprattutto con l' aumento dell' offerta di prodotti da agricoltura biologica. Ma quando parliamo di grani antichi, cosa intendiamo? Normalmente, per i prodotti da forno si utilizzano farine bianche di grano tenero del tipo '0' e '00' e per la pasta, semole di grano duro. Per ottenere questo tipo di farina, nel corso degli anni, si è provveduto a modificare geneticamente le specie di cereali, per renderle più produttive e resistenti. Nel contempo sono stati sviluppati procedimenti industriali di raffinazione sempre più complessi

I grani antichi sono invece delle varietà cerealicole del passato che non hanno subito i processi di modificazione genetica e di industrializzazione

Il più celebre dei grani antichi è sicuramente il canadese KAMUT, diventato addiritura un marchio registrato; tuttavia anche il territorio italiano offre un gran numero di varietà, più o meno note:

Senatore Cappelli , gentil rosso, Rieti, inallettabile, frassineto, verna, Marzotto etc.etc.

Ma veniamo ai motivi per inserire i grani antichi nelle nostre abitudini alimentari:

  1. NON SONO MODIFICATI GENETICAMENTE
  2. SONO MENO RAFFINATI DEI GRANI MODERNI
  3. SONO MENO ALLERGIZZANTI - il contenuto minore, rispetto alle varietà moderne, di glutine, espone il consumatore ad un minor rischio di sviluppare intolleranze alimentari
  4. MIGLIORANO L' ECONOMIA DEL NOSTRO TERRITORIO - grazie a filiere di produzione e lavorazione più brevi, i grani antichi contribuiscono al sostentamento dei piccoli produttori
  5. SONO MEGLIO TOLLERATI DALL' APPARATO DIGERENTTE
  6. RAPPRESENTANO LA STORIA E LA TRADIZIONE DELLA NOSTRA AGRICOLTURA

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